Accanto

Liberato si ferma davanti all’Ultima Cena e vede quello che nessuno ha mai voluto problematizzare: la distanza tra Cristo e la figura alla sua destra. Non troppa, non poca. Esatta. E quella precisione lo ossessiona.
Intorno a quella misura si costruisce tutto: la pressione dell’accademia, il silenzio di chi marginalizza senza attaccare, l’incontro con Clara — che lo capisce ma non lo segue, che resta ma non si avvicina — e il lento riconoscimento che lui, che studia la distanza, non è mai riuscito a viverla.
Accanto è un romanzo sottile e ostinato. Parla di Leonardo, di un affresco, di un documento ritrovato. Ma parla soprattutto di una cosa sola: imparare a restare, senza saltare.
